Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘il Cantierino’ Category

il giorno dei santi abbiamo finalmente okkupato con le nostre masserizie il suolo ligneo del cantierino.

tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Mazinga, dell’ing. Ulivi e del sig. Z. A loro va tutta la stima e il ringraziamento mio e della mia Kliente.

quindi possiamo dire in coro:

Gant is in da house!

alla conclusione del cantierino mancano: acqua calda, lavandino, fornelli, porta del cesso, lavatrice, battiscopa e un mare di altri ammennicoli. Ma, come dei veri squotter, abbiamo organizzato un giaciglio in un angolino e ci siamo fatti caldo con dei canilupo drogati comprati da dei punkabbestia con le nike. (i punkabbestia con le nike, non i canilupo).

[edit] forse è il caso che faccia chiarezza sul titolo del post: il giorno dei Santi è stato quello del trasloco, che è coinciso il primo novembre, in cui l’intervento divino ha mandato in aiuto i tre sopracitati camalli. Il nome del day-after, ovvero  il 2, ovvero il giorno dei morti (“los dias dos muertos”), è altrettanto perfetto per descrivere la condizione fisica dei traslocanz, che riportano tutt’ora sugli avambracci i segni del DivanoNero(TM). Quando si dice: “i casi della vita”.

Annunci

Read Full Post »

diciamo che di bianco, ora, c’è solo lo stanzone principale (il “living” per intenderci). il resto è ancora di un sofisticato color intonaco, molto contemporary, molto brutalista.

non tutte le settimane bianche durano una settimana.

Read Full Post »

DAY 82 – FRICO

sono tornato. adesso vi aggiorno.

questa è la scritta che il muratore (quello italiano) ha tracciato sul muro per ricordarsi la posizione del suddetto elettrodomestico. Dopo il graffito gli faccio: “Mi raccomando, mi metta la presa tedesca, quella tonda” unendo pollice e indice a mimare un cerchiolino. Lui: “aaah! vuole la presa sushi!”.

->gantenbein.

[interno: ma visto che ne “il Cantierino” posto solo io, è necessaria la firma?]

Read Full Post »

(n.b.: prima di leggere questo post accertarsi di aver letto il precedente)
I prati sono verdi, il sole splende alto in cielo e le nubi che ancora si vedono sono solo un ricordo lontano. Il bagno è stato piastrellato con le piastrelle sbagliate (uguali ma senza fresature orizzontali) che si sono rivelate quelle giuste (sono belle e semplici, delle piastrelle-e-basta, senza la pretesa di esser qualcosa di diverso). Cessi e rubinetti sono arrivati e pronti per essere montati. E’ stata fatta la parete di cartongesso per la cabina armadio. Quando sono passato oggi i ragazzi stavano montando le due porte rasomuro. Lunedì prossimo dovrebbero mettere il parquet (forse quello giusto, o forse quello che si rivelerà tale). Fino a quel giorno avremo tempo per imbiancare e finire le finestre. Mazinga: preparati al trasporto del “frico” per il finesettimana dei morti (ricordo che siamo al quarto piano: mai finesettimana fu chiamato più propriamente).

Read Full Post »


Mi scuso con il gentile pubblico per l’assenza ma dal cinquantatreesimo sino a circa il settantesimo giorno la “situazione cantierino” volgeva sempre più al peggio: nel pieno della tormenta non ho avuto il distacco necessario per continuare a commentarne gli sviluppi. Cercherò di provvedere ora.

Eravamo rimasti all’idraulico. La mattina del 53esimo giorno mi si avverte della totale mancanza dei sanitari e dei rubinetti: nonostante l’ordine il fornitore non riusciva a fornire e se il fornitore non fornisce l’idraulico non può idraulicare. Questo spiega l’incazzatura del Grizzly che ha dovuto iniziare un lavoro che si sarebbe interrotto dopo solo mezza giornata.

Il 54esimo giorno scopriamo accidentalmente che il parquet ordinato non è quello corretto. Parentesi parquet: dopo aver scelto il produttore tra migliaia, abbiamo dovuto decidere il tipo di parquet tra 6 diversi (Large, Small, Elite, Fast, Slim, Brand), poi l’essenza tra 13 (Acacia evaporata, acero canadese, ciliegio europeo, doussié, frassino, iroko, larice senza nodi, noce europeo, olmo, rovere, rovere vaporizzato, teak asia, wengé) quindi la finitura (prelevigato o spazzolato grezzo) ed, infine, il trattamento (verniciato o oliato trasparente), per un totale di 6 x 13 x 2 x 2 = 312 combinazioni. Ora calcolate il tempo richiesto ad ogni nodo decisionale per capire l’offerta, fare una scelta, cambiarla, ritornare sulla scelta precedente, lacerarsi nel dubbio, prendere atto dell’estrema caducità della vita e tirare a sorte e avrete una blanda idea di quanto ci vuole per scegliere un parquet e, soprattutto, capirete l’incazzatura provata nel sapere che il nostro pavimento era stato ordinato oliato trasparente e non verniciato.

Il 55esimo giorno riusciamo a convertire l’ordine del pavimento in quello giusto (forse!) ma questo comporterà degli ulteriori ritardi.

Il 56esimo giorno ci dicono che 1 tipo delle 3 piastrelle scelte per le pareti del bagno era fuori produzione. Di nuovo un grande dilemma. Dopo un concilio ecumenico le piastrelle vengono ridotte a un tipo solo: bianco con fresature per il lungo, che andranno posate orizzontali o verticali a seconda dell’anfratto che le ospiterà.

Mentre il cantierino rimane bloccato in attesa di forniture dipingiamo caloriferi e continuamo con le finestre. Magna sorpresa il giorno 65esimo quando vedo scaricare dal camion le piastrelle sbagliate. (per un attimo ho addirittura pensato fossero di qualcun altro. Parliamo chiaro: che probabilità c’è che gli stessi muratori, davanti allo stesso portone, stiano scaricando piastrelle per il bagno di un’altra persona?). Salgo per scoprire che l’idraulico (un altro, ma altrettanto grizzlyforme) aveva fatto cadere i disegni che gli avevo appena dato dalla finestra nel cavedio inaccessibile.

Non ho avuto nemmeno la forza per un attacco isterico.

Read Full Post »

l’appuntamento era alle 9. Conoscendo i ragazzi mi sono presentato alle 10. L’idraulico non era ancora arrivato, così ho avuto modo di spiegare di nuovo (quante volte l’avrò fatto?) l’impianto elettrico al muratore.

Lui: “Dottore, ma qui c’è segnato un interruttore che non capisco”, io: “è quello che comanda la luce sopra il piano di lavoro della cucina”; lui all’altro: “vedi? te l’avevo detto che c’era una prensilitica!”.

Arriva l’idraulico (sulla trentina, sul metro e novanta, sul quintale, sul molto peloso) e, senza salutare, inizia a turbinare per la casa cercando di capire cosa deve fare. Il muratore all’idraulico (impropriamente): “questo è il proprietario”; e l’idraulico: “Mi fa piacere!”.

Ora: forse ho sentito male e lui ha detto “piacere!”, intendendo “felice di conoscerla”, e non “mi fa piacere!” intendendo “chi se ne frega!”, o forse ha capito che non sono il proprietario, fatto sta che non si è degnato nemmeno di fermarsi a farsi spiegare i disegni che, tra l’altro, non aveva con sé. I rapporti hanno preso subito una piega conflittuale. Sono comunque riuscito a fargli grugnire che lascerà i caloriferi smontati per darmi il tempo di dipingerli.

Domattina tornerò lì. Spero vivamente di trovare i caloriferi a terra e un grizly vestito da idraulico con i disegni in mano e tanta voglia di lavorare. Se no lo appendo al posto della prensilitica.

Read Full Post »


di rientro dalle vacanze trovo il cantierino assediato dalle canaline dell’impianto elettrico (un polipazzo nero che sfracella i muri al suo passaggio). se i muratori hanno la capacità di instillare il dubbio, gli elettricisti riescono a far vacillare ogni più solida certezza: “ma è sicuro che l’interruttore lo vuole lì? guardi che poi se ne pente! io lo dico per lei!”.

io: “qui in cucina mi mette le prese tonde?”, elettricista: “tonde?”, io: “sì, quelle tedesche”, lui: “ah! le sushi!”. siamo a cavallo.

Read Full Post »

Older Posts »